Il vero tipo moderno ha un lavoro moderno. Menefreghista, è uno di quei personaggi veramente di tendenza, intima, non sfavilleggiata e non ostentata, ma presente. Anzi quasi latente direi.
Il vero tipo moderno si è reso conto in fretta che aveva bisogno di un computer più potente, che gli consenta la connessione massima e l’ha comprato. Ha investito. Su se stesso e sulla società. Che lo fa vivere e lo allatta da sempre. Il vero tipo moderno sa sempre cosa dire e cosa fare e non si ferma mai. Non si reprime. Non si deprime.
Il vero tipo moderno è embed, è compresso, è auto-nichilista, generato non creato della stessa sostanza di Ddio. Un giorno per caso ne ho visto uno, e mi è subito guarita la ferita su alluce del piede.
Il vero tipo moderno non si scusa, chiede direttamente perdono del danno arrecato rimarcando insistentemente se può fare qualcosa per voi, soprattutto dopo aver rovesciato il latte, a frittata fatta, a cagata fatta.
Il vero tipo moderno è aggiornato, effemminato e stabile. Nei sui concetti. Nei suoi lemmi.
Il vero tipo moderno è moderno, perfetto e pragmatizzato. Ha fatto della programmazione celebrale il suo credo e lo diffonde a squarciagola nel mondo. Ci crede. Non riuscirai mai a fargli cambiare idea, daltronde egli è un vero tipo moderno e lui sa cosa vuole.
Il vero tipo moderno è attuale e informato. Perspicace nella norma, non acuto. Ma non lo freghi. Ti controlla, si controlla. Back up ogni quarto d’ora, programmato, pratico.
La mostra è alle sei, ma è ovvio che arriverà cinque minuti dopo.
Il vero tipo moderno non è ripetitivo, bensì assiduo. Si annida e infierisce se lo lasci fare.
Non sono un tipo moderno e me ne sono reso conto. Non infierisco, ma lascio libero. Non impietrisco ma sfogo il cuore. Non irrigidisco e cado in picchiata.
E di fronte a un tipo moderno scappo o svengo apposta per non soffocare.